mani sonore

Il progetto, in collaborazione con i Servizi Sociali di Senigallia, prevede il coinvolgimento di persone profughe e rifugiate dell’Africa Sub Sahariana, che soggiornano da circa un anno nel territorio di Senigallia. Il Comune ha in questo anno gestito il loro soggiorno in collaborazione con Regione e Prefettura e organizzato diverse azioni che vanno a implementare percorsi di integrazione. Tra queste azioni sono stati attivati corsi di italiano, di orientamento e attuati progetti in collaborazione con le Associazioni della Consulta del Volontariato. 
Il progetto, in collaborazione con i Servizi Sociali di Senigallia, prevede il coinvolgimento di persone profughe e rifugiate dell’Africa Sub Sahariana, che soggiornano da circa un anno nel territorio di Senigallia. Il Comune ha in questo anno gestito il loro soggiorno in collaborazione con Regione e Prefettura e organizzato diverse azioni che vanno a implementare percorsi di integrazione. Tra queste azioni sono stati attivati corsi di italiano, di orientamento e attuati progetti in collaborazione con le Associazioni della Consulta del Volontariato.
 
La collaborazione con l’AIPFM si iscrive in questa cornice, con la volontà di creare un percorso che, certamente non può essere riconosciuto come risposta a bisogni primari (accesso alla casa e al lavoro), ma che può essere considerato come uno strumento chiave nei processi di autonomia, di partecipazione attiva e di dialettica e confronto con la società di accoglienza. Attraverso la realizzazione di attività culturali e musicali, l’Associazione intende intervenire con un’azione di sensibilizzazione volta a rafforzare la cultura dell’accoglienza e a fornire strumenti per il rafforzamento di percorsi individuali. La musica diviene così un ponte tra culture che favorisce il dialogo tra contesti lontani che necessitano arrivare ad una ricomposizione dialogica caratterizzata da una sintesi creativa. La sintesi creativa è facilitata dal rispetto per la diversità e da una ricomposizione capace di mettere insieme cose vecchie e conosciute (la propria eredità culturale) e cose nuove e sconosciute (la cultura del territorio di arrivo), facendo emergere qualcosa di nuovo che non escluda o faccia prevalere una delle due dimensioni. La musica, con il suo potenziale creativo e espressivo diviene esperienza umana, relazionale, espressiva, artistica e professionale. Il progetto prevede il coinvolgimento delle 60 persone residenti nelle due strutture sopracitate, per creare un gruppo o più gruppi di lavoro, in un laboratorio formativo e creativo di liuteria tenuto da personale qualificato, con l’intenzione di acquisire competenze per la costruzione di manufatti (Strumenti a corda elettrificati) in legno. 

Le figure competenti coinvolte nel progetto:

- un assistente sociale dei Servizi Sociali;
- uno psicologo, la cui funzione è quella di valutare l’impatto sulla persona delle attività proposte segnalando anche agli altri operatori la valenza terapeutica o nociva del percorso e come facilitatore del lavoro d’equipe;
- un mediatore culturale come facilitatore comunicativo;
- un liutaio professionista e formatore dell’intero percorso accompagnato da un assistente;

Si intende documentare tutto il percorso con immagini fotografiche, riprese video e raccolta di narrazioni relative alla propria storia e alla propria condizione di rifugiato, creando poi un video o una piccola raccolta come testimonianza dell’esperienza. Informare, quindi la cittadinanza, sulla reale condizione di chi fugge da guerre e persecuzioni, sulle motivazioni che sono alla base di queste storie di esilio superando l’ottica dell’emergenza abitativa e lavorativa prestando maggiore attenzione ai bisogni sociali e relazionali delle persone coinvolte nel progetto. Compito del filmato e del materiale di comunicazione (un logo, marchio per identificare il progetto e identificare i manufatti creati dalle persone formate, e per poter gestire la piccola campagna di sensibilizzazione alla donazione di uno strumento rotto o in disuso) sarà quindi quello di far si che le diverse culture convivano senza ignorarsi, garantendo il diritto alla differenza e mettendo in evidenza la presenza del rifugiato come risorsa e non come ostacolo da emarginare.  Il formatore del corso sarà Filippo Balzani liutaio professionista che opera in un laboratorio di liuteria.


       
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Dilettante o professionista,
ognuno si può esprimere liberamente,
la Festa della Musica appartiene,
prima di tutto, a coloro che la fanno.

www.festadellamusica.beniculturali.it